Drive In Story History

Nonstante qualche nobile trasmissione come la storica (in tutti i sensi) “Come Eravamo”, c’era poca attenzione alle immagini d’archivio e spesso erano relegate a qualche contributo nei talk show a supportare le interviste dell’ospite di turno.

Prima del boom degli archivi audiovisivi degli anni duemila, l’entourage di Antonio Ricci è stato in anticipo sui tempi, proponendo ciclicamente frammenti della nostra trasmissione preferita fin dai primi anni novanta.


Tempi in cui Italia 1 proponeva grandi film
come quelli con Van damme

DRIVE IN STORY

Nell’Estate del 1991 il più degli italiani andava in blocco in ferie godendosi il Cornetto Algida e le canzoni del Festivalbar presentato da Gerry Scotty, Susanna Messaggio e il nostro amato comico Sergio Vastano.

Matteo Molinari in una caldissima editing room, invece assembla con maestria una serie d’interviste alternate agli sketch. Nonostante in quegli anni ci fossero diversi programmi simili, le persone avevano ancora fame di Drive In. Tra le considerazioni a posteriori, si scopre che Beruschi ha anticipato la moda tormentone de il Cacao Meravigliao con il suo “orologiao”.

DRIVE IN STORY 2003

Nonstante fossimo negli anni duemila, ancora niente smart tv, YouTube o recupero in rete: se volevi rivedere qualcosa dovevi esser lesto a registrare in VHS o in DVD come feci io.

Il giorno della messa in onda sentì canticchiare il vicino di casa “Saxofono for Me”. L’ottimismo rampante degli anni ottanta e quello zoppicante dei novanta, erano passati da un pezzo e il clima di quei primi duemila era molto diverso. Non più fame ma nostalgia.

DRIVE IN L’ORIGINE DEL MALE

Qui si va sull’antropologico e si cerca di far chiarezza sul ruolo televisivo e di costume della trasmissione. Da molti anni si sostiene che lo show de “Il Biscione” abbia corrotto la morale comune. Il veterano degli archivi Luca Martera dirige un documentario che mostra come la corruzione catodica, parta da lontano. Ottimo l’aspetto grafico “retro”.


Quando si lavorava per il capitalismo
con spensieratezza

ITALIAN FAST FOOD

Nonstante gli ’80 siano tra gli anni più prosperi della storia, almeno per l’occidente, c’è un ecatombe di sale cinematografiche. A parte una manciata di successi USA (princpalmente action o di fantasia) è il tramonto dei grandi autori del passato e l’affermarsi di pochi attori/registi (Verdone, Moretti, Troisi, Nuti e Benigni). Non manca però qualche instant-movie come Sposerò Simon Le Bon e Italian Fast Food.

Entrambi i film mancano di nomi di richiamo (Le Bon dichierà di non aver neanche mai visto il film pur conoscendolo, figuriamoci il set) ma possono essere entrambi guardati in un’ideale maratona sui film dei movimenti giovanili al cinema. Dopo gli urlatori alla sbarra portati al cinema da Lucio Fulci nei ’60, qui abbiamo paninari a go-go e nel caso di IFF, capitanati da Enzo Braschi contro dark e punk.

BONUS “Fuori Orario”: Animali Metropolitani di Steno. Donald Pleasence si ritrova tra volti televisvi dell’epoca tra cui Braschi che interpreta il crossover Rambo/Paninaro già visto al Drive In.

ITALIAN FAST FOOD COLONNA SONORA

Uscito solo in vinile, nessuna musica originale per questo disco ma solo una serie di brani noti dell’epoca. Salvo qualche pezzo che resiste ancora, non proprio una compilation “troppo giusta”. Anche qui istant ma senza troppo lasciare il segno.


FIGURINE PANINI DRIVE IN

Prima che prevalessero le carrozzerie scure, le auto erano non solo colorate ma anche tappezzate di adesivi. Panda, Clio, 500 ma anche fuoristrada e motorini era facile incrociarne con sticker più o meno noti. Qualcuno aggiungeva le figurine e per quanto raramente, c’è ancora qualche avvistamento di quelle del Drive In.
Impossibile non cedere ai tormentoni dei personaggi riproposti da Panini chiamando un insider Fininvest come Mirko Pajè, ora Direttore Creativo Mediaset, che realizza una serie, ispirata allo show e di cui ci parla nell’intervista nr 7.
Datate 1985 sulla stampa, probabilmente si tratta del copyright e non dell’effettiva diffusione. Mancando alcuni personaggi interpretati dal Rag. Beruschi e Margherita Fumero, assenti nell’ultima stagione,
probabilmente risalgono all’87-88.


Drive In ha compiuto guasti notevoli sull’infanzia…
…mai parole furono più azzeccate!!

DRIVE IN IL LIBRO

<<“Spaceballs: il lanciafiamme!!”>> così ironizzava Mel Brooks in Balle Spaziali sul merchandising e la crossmedialità in generale lanciata da Guerre Stellari. Quando esisteva solo il passaparola, le voci di corridoio di qualche libro in uscita sfruttando nome e successo di Drive In (no, quello di John R. Lansdale non c’entra niente), sono forti. Scrittori furbetti con la complicità di editori furbetti, vengono anticipati da Antonio Ricci che pubblica con Bompiani.

Un volumetto con brevi schede dei protagonisti e relativi testi con le battute della stagione ’86 -’87. Molte foto in B/N e qualche curiosità. Comprende un paio di vignette tratte dal volume “I casi di Zuzzurro e Gaspare” di Silver, autore di Lupo Alberto.


BONUS CULTURA: Da leggere mangiando lo snack del Tenerone. Con tutti i conservanti dell’epoca non dovrebbe scadere prima del 2058. Siete ancora in tempo!!


STRISCIA LA TIVU’

Nel 1998 Striscia la Notizia era al suo apice (in realtà da diversi anni e lo sarrebbe stato ancora per molto) e Antonio Ricci nel suo libro (+VHS), racconta aneddoti ma anche tecniche televisive che sono un vero e proprio manuale di regia. Se riuscite a recuperarlo, accaparratevelo subito perchè, siate d’accordo o meno con il Ricci-pensiero, il volumetto in questione merita.

Satira, istruzioni per l’uso e…
…relativa messa in pratica!!