Nefasto Ferragosto

No, non è il titolo di una canzone di Ivan Graziani, di un album dei Nabat o qualche altro gruppo punk d’annata. Un clima alla Kenshiro in una giornata che un tempo significava spensieratezza, relax e divertimento e piomba come una bomba aeronautica la notizia della dipartita di Gianfranco.

Gianfranco, si perché mi sembrava di conoscerlo anzi, per circa vent’anni ho pensato che prima o poi sarebbe avvenuto quest’incontro e invece…

Stavo quasi per riuscirci per il sito ma poi un link, inviatomi la mattina di metà agosto da mia madre mette fine a quel desiderio di stringere la mano a una delle colonne portanti del Drive In.

Una mattina come tante nel lontano 2000 il mio Prof di audio Roberto T, mi dice che me l’avrebbe fatto conoscere. Vent’anni di procrastinazione e non avere più il piacere per quell’occasione fantasticata dal bambino che si divertiva tanto con il Drive In.

Gianfranco D’Angelo un nome comune per un artista particolare in grado di monologhi da mattatore e interpretazioni dove faceva il verso ai grandi del cinema: da Sean Connery a Humphrey Bogart. Non imitazioni ma reinterpretazioni dei loro personaggi sul grande schermo.

Pur non essendo un imitatore aveva fatto di questa disciplina il suo cavallo di battaglia. Indimenticabili i suoi personaggi, come le sue faide (mediatiche) con Baudo (Anche i Baudi Piangono) e Celentano(<<“Noi ti vogliamo bene…Adriano!!”>>).

La nota amara c’era anche ai tempi, quando arrivava lui a fare i pungenti monologhi alla Lenny Bruce, era l’anticamera dei titoli di coda del Drive In; per me un momento di tristezza o almeno la fine di quelle risate che mi avrebbero influenzato per il resto della vita.

Vita che inevitabilmente volge al termine ma che ha piantato un seme in tanti italiani davanti alla Tv, al cinema e in teatro.

Grazie di tutto e non possiamo che dirti, guardando in camera come facevi tu in primo piano, <<”Noi ti vogliamo bene…Gianfranco!!”>>

Francesco